Febbraio reca con sé una data che per noi non è semplice memoria ma misura interiore: il 25 febbraio 2012, giorno in cui Gaetano Alì ha lasciato le sue spoglie mortali. Da quest’anno, a quella ricorrenza si è aggiunta un’altra assenza che ha inciso il nostro cammino: Mario Michele Merlino, andato oltre il 4 febbraio scorso.
Due figure diverse per storia, temperamento e stile, unite però da una medesima tensione verticale.
Gaetano, fondatore di Heliodromos e padre di Cinabro Edizioni prima ancora che la forma prendesse nome, ci ha trasmesso la triade principiale che orienta sin dalle origini il nostro agire. Non parole d’ordine, ma criteri di lavoro. Disciplina nello studio, rigore nella selezione, responsabilità nella costruzione di ogni progetto editoriale e culturale.
Mario ha abitato questo stesso orizzonte con una cifra personale, inconfondibile. Autori suoi, autori nostri: Robert Brasillach, Léon Degrelle, Pierre Drieu La Rochelle,Yukio Mishima, Adriano Romualdi. Non semplici nomi, ma territori ideali attraversati con passione militante e finezza intellettuale. Ha vissuto la fedeltà come stile quotidiano e ci ha mostrato che la militanza può essere anche poesia, misura, ironia. Nel confronto sui testi, nelle scelte editoriali, nelle lunghe conversazioni attorno a un progetto – in quel suo studio divenuto prigione assieme ad un corpo che non rispondeva più ai forti temperamenti dell’anima – ha saputo coniugare profondità e leggerezza, rigore e sorriso.
In questo mese, che unisce le loro memorie, sentiamo con maggiore chiarezza che il nostro lavoro non è mai stato semplicemente fredda gestione di un catalogo, ma costruzione paziente di percorsi. Ogni volume, ogni iniziativa, ogni ricerca ha preso forma dentro una visione che ha chiesto coerenza e coraggio.
Se continueremo a custodire il Fuoco senza cedere alla dispersione; se la parola resterà legata all’azione impersonale e la ricerca non si piegherà al rumore del tempo ma sarà figlia di un’organica strategia, allora ciò che ci hanno trasmesso non si dissolverà. La loro presenza continuerà a vivere nel nostro metodo di lavorare, di scegliere le vie da percorrere, di servire l’Idea per essere l’Idea.
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