Nota dell’editore – Maggio 2024

In occasione dei cinquant’anni dalla scomparsa di Julius Evola, Cinabro Edizioni ha deciso di ripubblicare l’edizione de Il Cinabro di Orientamenti, con una nuova introduzione a cura della Comunità Militante Raido e una postfazione di Enzo Iurato per conto del Gruppo di Heliodromos. La nostra casa editrice è impegnata, sin dalla sua fondazione nell’opera di testimonianza e vivificazione del messaggio di Evola assieme al progetto RigenerAzione Evola, con cui ha pubblicato negli anni l’antologia Diorama filosofico, l’intervista inedita A colloquio con il Barone e la raccolta di articoli L’epica dei cieli e dei mari. A questi si aggiungono oggi le pagine di Orientamenti. Sono pagine che penetrano nel cuore di chi legge, irrompendo nella vita come folgore dal cielo, tracciando una direzione, un orientamento da seguire e, appunto, risvegliando ideali che hanno bisogno di manifestarsi. Rutilio Sermonti affermava: «leggendo Evola, io non ho scoperto Evola, ma me stesso. E non esiste dono più prezioso che io abbia mai ricevuto». Dinanzi all’opera distruttiva del mondo moderno, Julius Evola ha lanciato le sue parole d’ordine: «a un’unica cosa si badi a tenersi in piedi in un mondo di rovine». Perché se l’uomo è il principale bersaglio della distruzione, la resistenza e la rinascita non possono che partire dall’uomo stesso, dalla capacità di restare in piedi: «il problema primo, base di ogni altro, è di carattere interno: rialzarsi, risorgere interiormente, darsi una forma, creare in sé stessi un ordine e una drittura» perché «prima di pensare ad azioni esteriori, spesso dettate solo da momentanei entusiasmi, senza radici profonde, si dovrebbe pensare alla formazione di sé, all’azione su sé, contro tutto ciò che è informe, sfuggente e borghese».
È al futuro delle nuove generazioni che dedichiamo la nuova ristampa di Orientamenti, assumendo una posizione di radicale distanza dalle parodie del tradizionalismo e del folklore, dai miti incapacitanti passivi e fuori dalla realtà, dagli esotismi dottrinari e dai ‘fai da te’ interpretativi, dalle metodologie sincretistiche che male odorano di occultismo e neospiritualismo, da coloro che preferiscono ‘fare accademia’, normalizzando e riponendo in un museo qualcosa che, invece, è autenticamente rivoluzionario e militante. Distanza da tutti coloro i cui tentativi di neutralizzare e snaturare la forza della Tradizione sono infranti dal messaggio sempre attuale di Julius Evola.

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