Si è chiusa con una partecipazione che ha superato le 300 presenze la prima edizione di ‘Scripta Manent. Libri e idee contro il pensiero unico’, andata in scena nel fine settimana del 28 e 29 marzo a Roma. Un esordio capace di richiamare pubblico da diverse parti d’Italia e di animare per due giorni un intenso dibattito culturale.
Promosso da una rete di realtà editoriali indipendenti e anticonformiste — Cinabro Edizioni, Passaggio al Bosco, Altaforte, Idrovolante, Eclettica, AGA e Settimo Sigillo, con la partecipazione anche di Edizioni all’insegna del Veltro, Edizioni di Ar e Ritter — il festival ha alternato presentazioni di libri, talk e confronti pubblici, affermandosi come uno spazio di discussione fuori dagli schemi.
Al centro della manifestazione il tema dell’egemonia culturale, affrontato in diversi panel che hanno registrato grande affluenza e partecipazione del pubblico. Tra i momenti più partecipati, il faccia a faccia tra Marco Rizzo e Antonio Rapisarda, moderato da Miriam Gualandi, che ha dato vita a un dibattito serrato sui rapporti tra informazione e potere culturale.
Grande interesse anche per l’intervento di Francesco Borgonovo, intervistato da Matteo Carnieletto, tra derive post-moderne e tentazioni accelerazioniste, seguito dagli interventi senza peli sulla lingua di Gianluca Marletta e Francesco Colafemmina, incentrati sul recupero della Tradizione.
All’ordine del giorno anche la stringente attualità: il dibattito sull’immigrazione, con Francesca Totolo e il Coordinamento Daria, così come la presunta emergenza fascismo, smontata, da Daniele Dell’Orco e il collettivo francese Némésis.
Accanto all’editoria, ampio spazio è stato riservato anche a progetti legati allo stile di vita, all’alimentazione e allo sport. Le realtà Semina, Spiriti Eroici e Terraforte hanno presentato iniziative legate al ritorno alla terra e a modelli alternativi di produzione alimentare, mentre gli interventi di Saverio Gabrielli e dei gruppi Adamas e Furor hanno esplorato il ruolo dello sport per la crescita personale e quindi sociale delle giovani generazioni.
Dal ring agli spalti: Rivista Contrasti ha raccontato lo sport e il tifo come fenomeno identitario in tempi di pensiero unico, intervistata da Fuoco.
Molto visitata anche l’area espositiva, con stand editoriali, progetti grafici e artigianato tradizionale, che hanno contribuito a creare un’atmosfera di fiera culturale partecipata e vivace.
La serata di sabato ha visto inoltre un momento musicale con l’esibizione dei Lucilio s’è smarrito Seneca, a conferma della volontà del festival di abbracciare diversi linguaggi espressivi.
Tra dibattiti, incontri e momenti conviviali — accompagnati da proposte gastronomiche e birre artigianali — ‘Scripta Manent’ si è così presentato non solo come un evento editoriale, ma come un vero e proprio laboratorio culturale.
Un grande successo, dunque, per la prima edizione di un appuntamento che si candida a ricoprire un posto stabile nel panorama culturale italiano, lontano dai cliché e senza chiedere patenti di legittimità di una cultura ‘egemone’ sempre più autoreferenziale e ormai in profonda crisi.





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